FISICA Il Cern cattura l'antimateria grande mistero dell'universo

Per la prima volta, gli atomi specchio non sono scomparsi un attimo dopo la loro creazione. Permetteranno di capire come la materia e il suo opposto non si siano annullati al momento del Big Bang. E gli scienziati si divertono a ricordare Dan Brown di ELENA DUSI

CHIUSI in una "bottiglia", destano la stessa curiosità di un alieno piovuto sulla Terra. Sono frammenti di antimateria: testimoni di un universo misterioso e insieme protagonisti di romanzi thriller. I laboratori del Cern non solo hanno prodotto degli atomi di anti-idrogeno, ma per la prima volta oggi sono anche riusciti a "catturarli" prima che svanissero in una nuvola di energia. L'antimateria è infatti una sorta di realtà capovolta, estremamente rara in natura, in cui i protoni hanno carica elettrica negativa e gli elettroni positiva. Quando entrano in contatto, materia e antimateria si annullano a vicenda creando una scarica di energia. Per questo le anti-particelle che finora il Cern (l'Organizzazione europea per la ricerca nucleare) era riuscito a creare in laboratorio erano svanite nel giro di pochi millisecondi: il tempo necessario a entrare in contatto con le pareti del contenitore fatte di materia. L'esperimento Alpha condotto a Ginevra è riuscito ora a confinare 38 atomi di anti-idrogeno (formati da un protone negativo e un elettrone positivo). È stato necessario raffreddarli a meno 272 gradi (temperatura vicina allo zero assoluto) e poi usare un campo magnetico per spingerli al centro del contenitore, a debita distanza dalle pareti. Delle migliaia di particelle "aliene" create da Alpha, 38 hanno vissuto abbastanza a lungo (1,7 decimi di secondo) da poter essere studiate dai fisici. I risultati dell'esperimento vengono pubblicati giovedì da Nature.
Uno dei grandi misteri della cosmogonia riguarda proprio lo squilibrio fra materia e antimateria. Della prima è fatto tutto il nostro mondo. Della seconda esistono solo tracce infinitesime dell'universo. Il motivo è ignoto a tutti. E se le due si fossero trovate in perfetto equilibrio al momento del Big Bang, si sarebbero annullate a vicenda, riducendo l'esistenza del cosmo a un istantaneo scoppio di energia e nulla più.
"Per ragioni che nessuno comprende, la natura esclude la presenza dell'antimateria. Sapere che ne abbiamo intrappolati alcuni atomi nei nostri apparecchi ci dà una sensazione davvero speciale", spiega Jeffrey Hangst dell'università danese di Aarhus, responsabile di Alpha. "Ora che l'abbiamo raggiunta, siamo pronti a carpire i suoi segreti". Il Cern è l'unico laboratorio al mondo con la tecnologia necessaria a catturare la materia-specchio, la cui esistenza fu teorizzata nel 1931 da Paul Dirac ed effettivamente osservata l'anno successivo. I primi 9 atomi di anti-idrogeno furono prodotti a Ginevra nel 1995. Nel 2002 le tecniche furono affinate tanto da permettere una produzione su larga scala. Negli ospedali, gli apparecchi Pet utilizzano correntemente i positroni (ovvero elettroni positivi) per la diagnosi di alcune malattie.
La fiction (e in particolare Dan Brown con Angeli e Demoni) ci ha messo poco a trasformare le fantomatiche bottiglie di antimateria in armi capaci di far esplodere il mondo. Ma Andrea Vacchi, scienziato italiano dell'Istituto nazionale di fisica nucleare, tranquillizza: "È davvero impossibile portare l'antimateria a spasso come accade nel romanzo". L'anti-idrogeno resta un regalo goloso per i fisici: eventuali differenze fra l'idrogeno e il suo opposto potrebbero indicarci dei "difetti" nello specchio della natura. E farci capire come mai sulla bilancia del cosmo oggi la materia di cui siamo fatti prevalga con tanto margine sull'antimateria.

font:http://www.repubblica.it/scienze/2010/11/17/news/cern_antimateria-9209385/

Il ritorno dello scorpione: para come Higuita

Marocco - In comune con René Higuita non c’è solo la capigliatura folta. Hamza Boudlal, portiere marocchino dell’Olympique Club di Khouribga, rispolvera la mossa dello scorpione. Gesto che rese famoso il collega colombiano nel 1995, in una sfida contro l’Inghilterra a Wembley. Nel video Boudlal esegue un salto e para il pallone di spalle con il tacco. L’estremo difensore africano ha ammesso di ispirarsi a Higuita: oltre al colpo dello scorpione, anche lui batte punizioni e rigori.

DERMATOLOGIA Nei, un "vezzo" con altri poteri chi ne ha molti invecchia meno

Ricercatori del King's College di Londra hanno confrontato 1.200 gemelle e "scoperto" che quelle che avevano oltre cento "macchie" sulla pelle avevano muscoli, cuore e occhi più sani e un aspetto molto più giovanile. Il segreto sarebbe la maggiore lunghezza dei telomeri, cui si abbina un declino cellulare più lento
di VALERIA PINI

ROMA - Eva Mendes e Cindy Crawford ne hanno fatto un punto di forza. Per non parlare di quello sul labbro superiore di Marilyn Monroe. I nei possono rendere più belle, ma secondo una ricerca presentata alla Royal Society of Medicine 1 sono anche indice di buona salute e aiutano a sembrare più giovani. Gli studiosi del King's College London 2 hanno esaminato 1.200 gemelle non identiche fra loro, fra i 18 e i 79 anni: quelle con oltre 100 nei disseminati sulla pelle avevano muscoli più tesi, cuore e occhi più sani e sembravano più giovani di almeno sette anni rispetto alle coetanee. Inoltre avevano ossa più forti del normale e di conseguenza un rischio dimezzato di sviluppare l'osteoporosi. Secondo i ricercatori inglesi, i fattori positivi legati alla presenza delle macchioline sulla pelle sono numerosi, anche se vanno protette per escludere eventuali rischi di melanomi maligni causati dall'esposizione al sole. La maggior parte delle persone ha una media di 30-40 nei su tutto il corpo, ma c'è chi arriva a 600. Partendo da qui, i ricercatori inglesi si sono messi a studiare la relazione tra la presenza di queste piccole macchie ed alcune caratteristiche fisiche. "C'eravamo accorti da tempo che i pazienti con molti nei hanno un aspetto più giovanile - spiega Veronique Bataille, la dermatologa a capo della ricerca - , hanno meno rughe e meno macchie sulla pelle".Studiando il Dna delle persone con molti nei, il team di Bataille ha evidenziato la presenza di telomeri (la regione terminale del cromosoma) molto più lunghi. In genere, più è lungo il telomero, più è lento il declino. Sarebbe, dunque, questo fenomeno a regalare un aspetto più giovanile alle persone con molti nei. Per ora sembra escluso che il risultato del team del King's College London possa dare il via a nuove sperimentazioni per combattere le tanto odiate rughe. Gli esperti escludono la nascita a breve di un elisir di eterna gioventù. "Il nostro Dna - ammette Bataille - è il risultato di milioni di anni di evoluzione, non credo che sia possibile produrre una crema che lo possa alterare".
Un altro studio sul Dna sull'invecchiamento precoce arriva invece dagli Usa. Un gruppo di ricercatori del Dana-Farber Cancer Institute e dell'Harvard Medical School di Boston ha scoperto che nei topi l'uso della telomerasi, l'enzima deputato alla ricostruzione dei telomeri, è in grado di invertire il processo degenerativo legato all'età 3. Quando le cellule si dividono i telomeri tendono ad accorciarsi fino a causare, quando diventano troppo corti, l'impossibilità di ulteriori divisioni e la morte cellulare. Lo studio, pubblicato su Nature 4, rivela che questo processo può essere interrotto e invertito. Infatti la telomerasi protegge la lunghezza dei telomeri, mantenendo in vita più a lungo le singole cellule. Gli studiosi hanno privato un gruppo di topi dell'enzima e li hanno fatti invecchiare prematuramente. In seguito hanno riattivato il funzionamento dell'enzima anti-età constatando, dopo un mese, che ringiovanivano.

font:http://www.repubblica.it/salute/forma-e-bellezza/2010/12/01/news/chi_ha_nei_pi_in_salute-9721600/

“Non sei tu che fai il cammino…. è il cammino che ti fa”

E’ con queste parole che sono partito il 31 luglio scorso con i giovani dell’Unità Pastorale di Bernate, Casate, Castelletto e Cuggiono (MI) alla volta di Santiago de Compostela in occasione dell’anno santo compostelano e la Pej (incontro dei giovani europei). Il nostro cammino prevedeva 6 tappe a partire da Ambasmestas sino a Santiago. Ogni giorno abbiamo percorso circa 20 – 30 km a seconda della difficoltà del percorso. La cosa positiva del cammino è scoprire le proprie difficoltà e i propri limiti fisici legati alla fatica di dover compiere ogni giorno molti km, ma non solo: nel cammino si vive la bellezza del camminare fianco a fianco di altri pellegrini che si sono messi in gioco per giungere sino a Santiago e pregare sulla tomba dell’apostolo Giacomo. Mi fa’ piacere condividere con voi delle piccole riflessioni che ho fatto lungo il percorso partendo dalla parola cammino;
* Cammino come abbandono delle comodità: l’orologio, la tv, il computer, il dormire in comodi letti, la lavatrice… oggetti superflui che utiliziamo quotidianamente;
* Cammino come scelta d’ascolto interiore, durante i momenti di silenzio vissuti nelle chiese o lungo il percorso;
* Cammino come cucinare insieme, con padelle di fortuna per fare dei piatti semplici e rifocillarci dopo le molte ore del cammino (7 – 8 al giorno);
* Cammino come gioia di un faticoso arrivo, sotto il sole, sulla piazza della Cattedrale, come mettersi in fila con molti altri pellegrini per passare dalla Porta Santa, salire ad abbracciare San Giacomo e sussurrargli all’orecchio l’antica frase “Ricordami a Dio amico mio”, riponendo in lui le gioie e le fatiche del cammino;
* Cammino come l’incenso del Botafumero, che durante la messa del pellegrino, spargendo l’incenso, ha portato in cielo le nostre preghiere;
* Cammino come il silenzio della notte, dove solamente i passi dei tuoi compagni di viaggio risuonavano nel silenzio e dove la fioca luce delle torce illuminava il procedere dei nostri passi, rendendoci un tutt’uno col creato;
* Cammino come le frecce gialle e i cippi chilometrici, simboli e guida sul tracciato, che sagge mani hanno disegnato per facilitare il procedere millenario dei pellegrini;
* Cammino come le sveglie ad ore inconsuete (3, 4, 5 del mattino) per percorrere al fresco i primi Km così da evitare il cocente sole spagnolo;
* Cammino come la Messa quotidiana, che ci ha dato la forza spirituale necessaria per ricaricarci e continuare a camminare;
* Cammino come lo zaino, che abbiamo portato sulle spalle e che con l’andare del tempo si è fatto più pesante e ci segnava le spalle;
* Cammino come il bucato, che ogni giorno facevamo alle fontane per lavare i nostri vestiti sporchi di polvere così da renderli puliti e pronti per il giorno seguente;
* Cammino come il canto, che nei momenti di sconforto ci ridava energia;
* Cammino come la conchiglia, che rappresenta la fatica di aver raggiunto la meta e lo stimolo per cercare altre mete da raggiungere;
* Cammino come il Km 0.00 a Finisterrae, dove si è concluso il nostro pellegrinaggio: lì si brucia un indumento usato lungo il cammino che rappresenta il passato che si vuole lasciare alle spalle. Anche noi abbiamo compiuto questo gesto e siamo ripartiti con il proposito di iniziare un nuovo cammino nella vita di ogni giorno. Come avete potuto leggere il nostro cammino è stato lungo e faticoso ma ci ha portato a riscoprire la dimensione comunitaria della vita badando al passo del fratello che abbiamo accanto, perché solo così si può percorrere un cammino insieme, raggiungendo ogni meta che il Signore ci pone innanzi lungo la strada della vita. Grazie al Signore e a San Giacomo per quest’esperienza profonda: sono sicuro che ritornerò a Santiago!
Davide

font:http://pellegriniasantiago.wordpress.com/

gli aforismi di Natale

Meno di venti giorni ci separano ormai dalla Vigilia di Natale. Per calarci nell'atmosfera natalizia, quella autentica, non quella consumistica, pensavo di compiere un viaggio attraverso i più famosi "aforismi natalizi". Ne posterò periodicamente i più celebri, giusto per assaporare di tanto in tanto una boccone del Santo Natale, e per riflettere.

Un giorno, quando guardando dalla finestra, non vedrò più guerre,
prenderò un albero, lo vestirò di stelle e quel giorno sarà
Natale.

Anonimo

Natale si avvicina. In Brasile acceso l'"albero galleggiante"

(ANSA) - RIO DE JANEIRO, 5 DIC - E' uno spettacolo, il gigantesco albero di Natale che da stanotte 'galleggia' illuminato sulla laguna Rodrigo de Freitas, a Rio de Janeiro. Ottantacinque metri di altezza per tre milioni di luci che disegnano angeli, candele e campanelle simboli del Natale e della pace in una citta' spesso sconvolta da ondate di violenza. All'accensione hanno assistito oltre 100 mila persone e tra loro molti turisti. Oltre un milione i visitatori attesi nel periodo in cui l'albero restera' acceso.

Adottate un cucciolo

Camminando lungo il viale principale del Cimitero di S. Maria di Gesù l'attenzione di mia madre è stata catturata da uno strano suono, simile ad un debole lamento. Incuriosita, si è mossa verso il luogo da cui il suono proveniva, una vecchia tomba, ormai abbandonata e distrutta dal tempo. Al suo interno vi sono dei cuccioli, messi alla luce pochi giorni fa da un pastore tedesco.
Se qualcuno potesse prenderli con se, gli regalerebbe certamente un futuro migliore.
Fate girare la voce, ditelo a tutti colori pensate possano essere interessati ad avere un cucciolo e poi andateli a prendere. Natale si avvicina, potrebbe anche essere un bel regalo, oltre che una buona azione.
Salvate questi cuccioli, offrite loro una cuccia e coccolateli. Fermiamo il randagismo.

LA RICERCA La Nasa: ci sono alieni sulla Terra "Un microbo vive in ambiente letale"

Utilizza l'arsenico per vivere e dunque - dicono i ricercatori - ci sono altre forme di vita rispetto a quelle conosciute finora. "E questo potrà avere conseguenze sulla ricerca di forme di vita extraterrestre"

Alieni sulla terra. La Nasa ha annunciato "una scoperta in astrobiologia" che potrebbe dimostrare l'esistenza di un'altra forma di vita, anche sulla Terra. La scoperta potrebbe provare la teoria che esistono creature-ombra in parallelo agli esseri umani e in ambienti finora ritenuti inabitabili, vale a dire che esiste una forma di "vita come non la conosciamo". L'annuncio ufficiale è atteso tra poche ore, e riguarderà - dice la Nasa - "una scoperta dell'astrobiologia che avrà conseguenze sulla ricerca di prove della vita extraterrestre". E la scoperta dovrebbe riguardare un microbo che riesce a vivere in un ambiente finora ritenuto letale per qualsiasi forma di vita. Il batterio è stato trovato in fondo al Mono Lake, nel Parco Nazionale di Yosemite, in California, una lago ricco di arsenico. La creatura usa l'arsenico per sopravvivere e questa capacità, secondo l'agenzia spaziale americana, aumenta la prospettiva che una forma di vita simile possa esistere su altri pianeti che non hanno la nostra atmosfera: "Se questi organismi utilizzano l'arsenico nel loro metabolismo, ciò dimostra che ci sono altre forme di vita rispetto a quelle che conosciamo.
Sono alieni, ma alieni che condividono lo stesso nostro ambiente".

font:http://www.repubblica.it/scienze/2010/12/01/news/nasa_alieni-9745017/

PGS in Italia: Va alla Futura la stracittadina con il Savio

Nella palestra annessa al PalaRescifina, la squadra di Domenico Fazio supera per tre set a zero le ragazze del tecnico Allegra. Successo mai in discussione per Di Bartolo e compagne.

Seconda vittoria in una stracittadina per la Futura Unrra in Serie C femminile. Ad alzare bandiera bianca al cospetto di Giuffrida e compagne è il PGS Savio Messina, rivelazione di queste primissime giornate di campionato. Tre a zero il risultato finale in favore della compagine del presidente Giusi (25-19;25-12,25-20 i punteggi dei set) che ha imposto il ritmo fin dall'avvio, amministrando la gara senza patemi nonostante la orgogliosa resistenza delle biancoblu salesiane. In una palestra desolatamente vuota per l'obbligo di disputare la gara a porte chiuse, il tecnico della squadra ospite Allegra si affida ad uno schieramento iniziale che prevede in regia Stefania Morelli con la Pino opposta, le due centrali sono Roberta Vasi e Brunella Bitto, Saporito e Centorrino schiacciatrici con Marisca libero. La Futura risponde con la diagonale palleggiatrice-opposta formata da Di Bartolo e Giuffrida, le centrali Angelica Erba e D'Andrea, la coppia di schiacciatrici formata da Barbera e Giovanna Erba e il libero Torre. Sin dalle prime battute si intuisce la diversità di passo tra le due squadre in campo. Il Savio è falloso al servizio e poco pungente in attacco. La squadra di Domenico Fazio al contrario spinge forte in battuta ed in contrattacco trova spesso le migliori soluzioni. Centorrino e compagne hanno cercato di trovare le contromisure per contenerne gli attacchi ma con alterna fortuna: le cose migliori le hanno fatte vedere nella parte iniziale del terzo set ma alla distanza è uscita fuori la maggiore esperienza delle ragazze di mister Fazio. La Futura raggiunge così quota nove punti in classifica, scavalcando proprio la squadra di coach Allegra ed insediandosi alle spalle della capolista Barcellona 95 (11 punti e cinque gare giocate) e del Volley S. Teresa (10 punti ma 4 gare giocate come le messinesi). Nel prossimo turno Di Maula e compagne renderanno visita alla Polisportiva Nino Romano Milazzo, che dopo l'exploit del turno precedente contro il Volley s. Teresa ha ceduto al quinto set in casa dell'Azzurra Folgore Pace. Impegno casalingo per il Savio che al PalaTracuzzi sabato riceve la visita dell'AS Volley 96.

FUTURA UNRRA- PGS DOMENICO SAVIO 3-0

FUTURA UNRRA: Di Bartolo, Giuffrida, Erba A., D'Andrea, Barbera, Erba G., Torre (l), Cascio, Di Maula, Girone G., Girone F. All. Domenico Fazio

PGS DOMENICO SAVIO: Morelli, Pino, Vasi, Bitto, Saporito, Centorrino (cap.), Marisca (L1), Anastasi, Costantino, De Francesco, Paluci, Sicari, Bonfiglio (L2). All. Gaetano Allegra

font: http://messinasportiva.it/news.php?id=15749&dove=a

LA STORIA I mille paesi d'Italia abitati dai fantasmi

Viaggio negli oltre mille villaggi abbandonati perché la popolazione li crede infestati da spettri. Un inventario raccolto in un documentario presentato alla Biennale del paesaggio di PAOLO RUMIZ

Il vecchio Tonino Guerra sapeva che vicino a casa sua, a Marecchia in Romagna, c'era un casolare dove sessant'anni prima era passato Ezra Pound. Lo scrittore ci andò, la trovò in rovina, ma provò a entrare lo stesso. L'idea di gettare la propria ombra su quei muri per farli rivivere lo attirava irresistibilmente. Il pavimento della prima stanza era sfondato, riuscì a passare rasente ai muri. La porta della seconda era aperta e dentro si vedeva chiaramente una sedia. Ebbene, su quella sedia, racconta Guerra, c'era un'ombra. Il vecchio Pound, il poeta, seduto di spalle. Inconfondibilmente lui. Le case abbandonate hanno spesso uno spettro che le abita. E poiché l'Italia ha più case abbandonate di qualsiasi altro paese del Mediterraneo - un migliaio di villaggi, più case sparse, che potrebbero contenere la popolazione di Roma e Milano insieme - è probabile che qui si registri anche la massima densità di spettri d'Europa. Bambini che gridano in fondo ai pozzi, ombre di donne abbandonate nel solaio, partigiani torturati, vittime di fatti di sangue. Storie vere, ma più spesso inventate, o trasfigurate, per motivare un abbandono recente, altrimenti inspiegabile.
Che pensare se non storie lugubri davanti a una villa piena di ragnatele che contiene ancora armadi, posaterie, quadri, bicchieri, lettere d'amore? Che dire di un paese abitato da cani e pipistrelli dove la vita sembra essersi interrotta per un maleficio, in assenza di catastrofi come guerre, incendi o terremoti? Parla di questo il documentario "Case abbandonate" di Alessandro Scillitani, che stasera sarà proiettato in anteprima al cinema "Al Corso" di Reggio Emilia, nell'ambito della Biennale del paesaggio. Non un semplice inventario di rovine, ma una galleria di leggende, racconti noir e apparizioni spesso sinistre che abitano il paesaggio dell'italica incuria.
A Paralup in Valle Stura, Piemonte, frazione che si tenta di far rivivere come luogo della memoria partigiana, non c'è solo l'ombra del comandante Duccio Galimberti, ma anche - racconta Antonella Tarpino - la voce di un cantore cieco come Omero che saliva lassù fino agli anni Sessanta, quelli della grande fuga in fabbrica. Esplorando poi la storia di Villa Destefanis nel Vercellese lo scrittore Danilo Arona ha trovato storie da "Poltergeist" (un cimitero di soldati austriaci massacrati dai contadini nelle fondamenta) narrate per motivare eventi terribili registrati dalle cronache, il custode della casa che stermina la propria famiglia e un suicidio dal balcone.
A Casacca nel Parmigiano, territorio di messe nere e riti occulti, si parla di bare scoperchiate nel cimitero, e anche lì l'abbandono è messo in relazione a una tragedia, l'amore proibito di un prete e una suora dal quale sarebbe nato un bambino poi nascosto, sepolto o murato vivo. C'è anche un pozzo, in paese, dove affermano si possa sentire il canto di una bambina caduta lì dentro. Storie probabilmente false, ma utili a razionalizzare l'inspiegabile e talvolta l'indicibile: la fuga in massa delle persone, e poi la spoliazione delle cose per mano di vandali e antiquari.
A Reneuzzi, paese fantasma da Dario Argento (vedi la "villa del bambino urlante" a Torino) sugli impervi monti liguri, l'abbandono è legato a un fatto reale: la storia di Davide che vede partire Mariuccia per la pianura, capisce di perderla per sempre e la uccide, poi si dà alla latitanza. L'ombra dell'omicida terrorizza i pochi rimasti, che fuggono a valle lasciando il villaggio deserto, e non importa se qualche settimana dopo il corpo di Davide suicida sarà trovato decomposto nel bosco. Di Villa Clara a Bologna si dice che la figliastra del padrone - nobile famiglia Alessandri - sarebbe stata murata dopo una tresca proibita con un sottoposto, mentre a Villa Pastore nell'Alessandrino un fantasma di donna suona il piano tutte le notti.
In Romagna l'addensamento di visioni è impressionante, anche perché si tratta spesso di abbandoni di pianura, i più spettrali. Come villa Boccaccini dalle parti di Comacchio, dove Pupi Avati - in quella che definisce una "campagna malata, nebbiosa, inquietante" - ha girato "La casa delle finestre che ridono", la storia di un pittore maledetto, specializzato nel ritrarre agonie. Anche lì segnali del terzo tipo, una lampada che si accende a una finestra, la testa di un diavolo affrescata sotto l'immagine di un santo, e ovunque l'impressione di entrare in uno spazio a-temporale, quasi subacqueo, come se l'abbandono risalisse a mille anni fa, non quaranta.
E poi l'Abruzzo, con gli spettri di Sperone e Frattura, dove senti ancora la voce di bambini estinti. "Luoghi dove - racconta Romano Camassi dell'Istituto geofisico di Bologna - il terremoto non è mai l'unica causa dell'abbandono". E la Calabria, con l'enigma dei "paesi doppi", come li chiama l'antropologo Vito Teti, quelli che si duplicano sulla costa dopo secoli di resistenza sui monti. Storie dove miseria, 'ndrangheta, emigrazione, frane, brigantaggio e latitanza di criminali si intrecciano a costruire storie poco tranquillizzanti. Come Roghudi, protetta da inestricabile boscaglia, dove tutti ti dicono che è meglio non andare. E dove la sera qualche luce fantasma si accende.
font: http://www.repubblica.it/cronaca/2010/12/02/news/case_fantasmi-9746775/

LAVORO vs. PRIGIONE

Da un NG americano:

IN PRIGIONE passi la maggior parte del tuo tempo in una cella che misura 8x10
AL LAVORO passi la maggior parte del tuo tempo in una stanzetta che misura 6x8

IN PRIGIONE ottieni tre pasti al giorno
AL LAVORO ottieni solo un intervallo per 1 pasto e devi pagartelo

IN PRIGIONE vieni ricompensato della tua buona condotta con una riduzione sulla pena
AL LAVORO vieni ricompensato della tua buona condotta con del lavoro aggiuntivo

IN PRIGIONE una guardia apre e chiude tutte le porte per te
AL LAVORO devi girare con una carta di sicurezza e devi aprire e chiudere tutte le porte da te

IN PRIGIONE puoi vedere la TV e giocare con la Playstation
AL LAVORO non lo puoi fare

IN PRIGIONE puoi avere il tuo bagno personale
AL LAVORO devi condividere il bagno con gli altri

IN PRIGIONE permettono ai tuoi familiari ed amici di venire a trovarti
AL LAVORO non puoi parlare con i tuoi familiari ed amici

IN PRIGIONE tutte le spese sono a carico dei cittadini contribuenti
AL LAVORO tutte le spese per recarti al lavoro sono a carico tuo e dal tuo stipendio vengono trattenute le tasse che servono per pagare i detenuti

IN PRIGIONE passi la maggior parte del tuo tempo guardando attraverso le sbarre della tua cella, desiderando di uscire fuori
AL LAVORO passi la maggior parte del tuo tempo guardando la tua stanzetta, desiderando di uscirne fuori

IN PRIGIONE ci sono dei custodi che spesso sono dei sadici
AL LAVORO vengono chiamati Direttori

font:http://blog.chatta.it/menphis75/7952838/Lavoro-VS-Prigione.aspx

PGS in Italia: minivolley, il Tour Marcantonio Scipione partirà da Alassio

Alassio. Partirà da Alassio, domenica 12 dicembre, l’edizione 2010/11 del Minivolley Tour Marcantonio Scipione. Al Palasport Lorenzo Ravizza si disputerà la 1° tappa, valida anche come 18° “Torneo Città di Alassio – Speciale Natale” con l’organizzazione dell’Alassio Volley Pgs Don Bosco della presidente Ornella Testa ed il patrocinio del Comune di Alassio.L’iscrizione è gratuita. Ogni associazione sortiva potrà iscrivere un numero massimo di due squadre per categoria. Il programma scatterà alle 9,15 con la categoria Superminivolley, riservata ai nati nell’anno 1999 e successivi. In contemporanea spazio alla categoria New Super che però non avrà valore ai fini della classifica. Alle 12,30 le prime premiazioni. Dopo la pausa pranzo si riprenderà alle 14,45 con la Palla Rilanciata, riservata ai nati nell’anno 2003 e successivi, il Minivolley, per i nati nel 2000 e successivi, ed il New Mini, riservato alle classi 2001 e 2002 e anch’esso non valido per la graduatoria del Tour. Le adesioni sono aperte sino al 9 dicembre e si chiuderanno al raggiungimento del numero di squadre previsto: 16 per la Palla Rilanciata, 32 per Minivolley e New Mini, 36 per Superminivolley e New Super. Alle 18 avranno luogo le ultime premiazioni. Saranno premiate le prime classificate nella Palla Rilanciata, nel Mini e nel Super. Un gadget ricordo per tutti i partecipanti sarà offerto dall’Alassio Volley.

font: http://www.ivg.it/2010/11/minivolley-il-tour-marcantonio-scipione-partira-da-alassio/

IL RAPPORTO: Il lungo addio dei ragazzi alla tv ritratto di una generazione Facebook

Le sorprese dell'indagine annuale della Società di pediatria sugli adolescenti italiani fra i 12 e i 14 anni:lemntamente le relazioni in rete prevalgono su tutto, ma producono anche comportamenti a rischio. Meno alcol e sigarette ma più droghe leggere
ROMA - Hanno sempre meno fiducia nelle "istituzioni" tradizionali, a cominciare dalla famiglia (ma soprattutto nei politici); consumano meno alcol e sigarette, ma si fanno più "canne"; vorrebbero lezioni di educazione sessuale a scuola e seguono diete fai-da-te. Soprattutto, lasciando piano piano la televisione, si stanno spostando nella Rete dove con le loro relazioni si moltiplicano i comportamenti a rischio come dare il proprio numero di telefono a sconosciuti o accettare appuntamenti al buio. E' in sintesi il ritratto dei ragazzi italiani che emerge dalla XIV indagine "Abitudini e stili di vita degli adolescenti" realizzata dalla Società italiana di pediatria.
Il rapporto, che sarà presentato al convegno "La società degli adolescenti" (il 2 dicembre a Salsomaggiore), è il risultato di una ricerca patrocinata dal ministero della Gioventù e realizzata attraverso l'ascolto di 1.300 studenti delle scuole medie, di età compresa fra i 12 e i 14 anni. Che il Web stai modificando abitudini e stimoli è sancito dal sorpasso di Internet sulla tv e soprattutto dall'inarrestabile ascesa di Facebook: il 67% degli interpellati da dichiarato di avere il profilo sul sociale network, contro il 50% dell'anno scorso.Il boom di Facebook avviene a discapito di messenger e dei blog personali, crollati in un solo anno dal 41,2% al 17% quasi a indicare che quella del diario personale online era solo una moda passeggera. Il rapporto rivela poi in netto calo la percentuale di navigazione su internet per cercare informazioni utili per lo studio e che le attività principali dei ragazzi sono 'chattare' e navigare su Youtube. Se da un lato i social network promuovono le relazioni all'esterno, dall'altro il mezzo - il pc, ma ovviamente anche la tv - aumenta l'isolamento in famiglia: più della metà die ragazzi intervistati ha detto infatti di avere televisore e computer nella propria cameretta; oltre l'80% (con una nettissima prevalenza dei maschi) gioca ai videogiochi; circa uno su due guarda la tele e oltre il 20% naviga in Internet la sera tardi prima di dormire. Si conferma diffusissima (86%) la cattiva abitudine di guardare la tv durante i pasti. Nel rapporto col web crescono però i comportamenti a rischio come inviare foto, fornire dati e informazioni personali, farsi vedere tramite webcam, accettare incontri con sconosciuti. Oltre il 16% (contro il 12,8% del 2009) dichiara di aver dato il proprio numero di telefono a un estraneo, e uno su quattro (il 24,6% contro il 20,7% del 2009) non ha esitato a inviare una sua foto. E' vero che nella stragrande maggioranza dei casi gli 'sconosciuti' sono altri adolescenti, ma non sono rari gli episodi in cui l'interlocutore è un adulto.
Secondo il presidente della Sip, Alberto Ugazio, il sorpasso del web sulla tv "di per sè è un fatto positivo perché Internet è una straordinaria finestra sul mondo, con un enorme potenziale di arricchimento culturale e di crescita, soprattutto se rapportato a ciò che oggi propone la televisione. Ma tutto - dice Ugazio - dipende da come si usa. Se il web viene utilizzato prevalentemente per chattare, per sostituire ai rapporti reali una comunicazione virtuale, se aumentano sul web i comportamenti potenzialmente a rischio allora sorge qualche dubbio su questo sorpasso". I dati della ricerca riguardanti alcol e stupefacenti vengono contestati dal Dipartimento per le politiche antidroga della Presidenza del Consiglio, secondo cui "l'indagine Sip ha portato a comunicare conclusioni troppo affrettate e non supportate da una corretta indagine statistica". Secondo una nota diramata dal dipartimento, "l'indagine può essere considerata solo uno studio di fattibilità, dato l'esiguo campione nazionale di rilevamento".

font:http://www.repubblica.it/salute/ricerca/2010/11/29/news/ritratto_degli_adolescenti_italiani-9640085/

Barcelona Real Madrid 5 0 EL CLASSICO FULL HIGHLIGHTS HD 29 11 2010

LEZIONE DI CALCIO DEL BARCA CHE NE POTEVA FARE BENISSIMO ALTRI 2 o? 3 IN PIU ED ERANO SEMPRE POCHI !!!

Il segnale

Un povero naufrago arrivò sulla spiaggia di un'isoletta deserta aggrappato ad un piccolo relitto della barca su cui stava viaggiando, dopo una terribile tempesta. L'isola era poco più di uno scoglio, aspro e inospitale.Il pover'uomo cominciò a pregare. Chiese a Dio, con tutte le sue forze, di salvarlo e ogni giorno scrutava l'orizzonte in attesa di veder sopraggiungere un aiuto, ma non arrivava nessuno.Dopo qualche giorno si organizzò. Sgobbando e tribolando fabbricò qualche strumento per cacciare e coltivare, sudando sangue riuscì ad accendere il fuoco, sì costruì una capanna e un riparo contro le violente bufere. Passò qualche mese. Il pover'uomo continuava la sua preghiera, ma nessuna nave appariva all'orizzonte. Un giorno, un colpo di brezza sul fuoco spinse le fiamme a lambire la stuoia del naufrago. In un attimo tutto s'incendiò. Dense volute di fumo si alzarono verso il cielo. Gli sforzi di mesi, in pochi istanti, si ridussero a un mucchietto di cenere. Il naufrago, che invano aveva tentato di salvare qualcosa, si buttò piangendo nella sabbia. "Perché. Signore? Perché anche questo?". Qualche ora dopo, un grossa nave attraccò vicino all'isola. Vennero a prenderlo con una scialuppa. "Ma come avete fatto a sapere che ero qui?" chiese il naufrago, quasi incredulo. "Abbiamo visto i segnali di fumo" gli risposero. Le tue difficoltà di oggi sono segnali di fumo per la grazia futura. Dio verrà a salvarti.
http://blog.chatta.it/menphis75/7973108/Il-segnale.aspx

Il brindisi paperissima degli sposi emozionati

Gli sguardi non sembrano né molto allegri né particolarmente rilassati: sarà per il nervosismo da matrimonio, ma il tradizionale brindisi incrociato di questa coppia è probabilmente uno dei peggiori della storia

Follie dal mondo. In moto per l'Himalaia

Trovo sul web e riporto.
Finalmente ho notizie di Gaurav dal Ladakh. Questa è la prima comunicazione che riesce a mandare da quanto è partito e che racconta la prima parte della sua avventura. Gaurav è sulla strada del Changtang, con l’idea di trascorrere l’inverno sull’altopiano abitato più alto e freddo del mondo, per vivere insieme ai nomadi Chang Pa e raccogliere materiale per un nuovo documentario.
Gaurav è partito verso l’Himalaia d’estate, proprio in coincidenza con il terribile alluvione che ha coinvolto anche il Kashmir e il Pakistan, colpendo quasi 14 milioni di persone e del quale, forse troppo presto, ci si è dimenticati.
Ecco la lettera di Gaurav:
22 novembre 2010
Il viaggio del “Motociclista Chang Pa” sarebbe dovuto iniziare nella prima settimana di luglio, ma i fondi raccolti non erano ancora sufficienti. Fortunatamente, poco dopo, la Lemax Jeans si è unita al nostro progetto come sponsor e sostenitore. Appena risolta la questione, però, sono stato male a causa di una brutta infezione batterica e ho potuto lasciare Mumbai solo il 2 settembre.
Per evitare di viaggiare per 1200km in balia dei monsoni, quest’anno particolarmente violenti, ho deciso di trasportare la moto via treno fino a Jaipur, nel deserto del Rajasthan. Mera illusione: ho comunque viaggiato sotto una pioggia battente per i successivi 1000km!
A Darcha, dove comincia la zona desertica in altura, la pioggia è finalmente cessata. Le insolite precipitazioni estive, accompagnate dai detriti dei lavori di allargamento delle corsie, hanno trasformato le strade di montagna in veri e propri percorsi di fango. L’aria, specialmente nelle salite, era satura di odore di dischi frizione surriscaldati e di scarichi di macchine in difficoltà. La vista di veicoli rotti o guasti a bordostrada non era rara e invece di godermi lo scenario della magnifica strada Manali – Leh, sono stato costretto a concentrarmi con attenzione sulla guida.
La Maniali – Leh è come una vecchia amica, ma questa volta il mio passo è stato più lento del solito. La mia nuova videocamera, una Panasonic HMC-150 HD, necessita di accurate regolazioni per un’esposizione corretta, qualcosa che sto imparando lungo la strada. La Canon 550D, una macchina fotografica digitale, è molto più pratica e può anche effettuare riprese in alta definizione. In caso di cattivo tempo, le piccole dimensioni della Canon, aiutano molto, ma, ironicamente, impiego più tempo a girare con la Canon dato che devo usare un registrare audio separato perché registra solo in monofonia. Ad ogni inizio ripresa batto le mani per avere un riferimento per sincronizzare audio e video in post-produzione, una pratica che ho rubato dalle riprese dei film “veri”.
Proteggere l’equipaggiamento dagli elementi e, allo stesso tempo, usarlo per effettuare le riprese in balia delle pessime condizioni atmosferiche è molto difficile, dato che devo preservarlo per la durata di un intero anno. Ad esempio la Canon si è rifiutata di accendersi un paio di volte, alla mattina presto (-15 gradi) e spesso devo bloccare il treppiede con delle pesanti pietre per evitare che il vento se lo porti via.Anche la moto ha avuto qualche problema. Solitamente si comporta come “Loner” [Solitaria], la mia fedele compagnia di tanti viaggi, ma talvolta è capricciosa e problematica, proprio come una Royal Enfield. Tutto questo “divertimento” si accompagna ad altri simpatici fenomeni tipici delle alte quote, come mal di testa e disagio. Per fortuna il forte entusiasmo dell’usare usare questa nuova magnifica attrezzatura e, ancora più importante, di lavorare su un nuovo film mi aiuta a superare tutto. Ad ogni modo, mi sto divertendo!
I tre giorni e mezzo necessari a coprire i 475 chilometri della Manali – Leh impiegati durante le riprese di Riding Solo sono diventati dieci, questa volta. Gran colpa è certo del mal tempo, ma ho voluto girare molte più scene questa volta. Andare veloce non è il mio obiettivo principale e procedere lentamente su questa strada, mi ha insegnato molte cose. Per esempio c’è una vecchia leggenda che vuole che un certo tratto sia “afrodisiaco” e ho scoperto anche un piccolo tempio che custodisce un teschio, dove i camionisti lasciano offerte di cibo, alcool e sigarette.
Sono rimasto sbigottito al mio arrivo a Leh: tutta la regione è stata segnata dalle piogge torrenziali, ma Leh è stata colpita da una serie di veri e propri nubifragi nella notte del 5 agosto ed è stata letteralmente devastata. Ma gli stoici e coriacei Buddisti di Leh, sotto la guida di Sua Santità, il Dalai Lama, hanno tenuto duro e stanno andando avanti.
La sosta a Leh è stata esageratamente lunga a causa di alcuni permessi speciali che ho dovuto richiedere per poter riprendere nel Changthang. Dopo quasi due mesi sono pronto a raggiungere i Chang Pa e a trascorrere il mio primo inverno da nomade, in balia del freddo glaciale del deserto più alto del mondo: il Ladakh.
Voglio ringraziare tutti quelli che ci hanno sostenuto e che continuano a supportarci per questo sogno/progetto. Grazie alla Lemax Jeans per aver sponsorizzato il film e alla Nemo Equipment e alla Tucano Urbano rispettivamente per l’attrezzatura da campeggio e da viaggio. L’amabile tenda Tenshi ha funzionato da perfetto scudo contro pioggia e neve. L’attrezzatura Tucano Urbano, i guanti, la borsa da serbatoio, il telo coprimoto , l’antipioggia e, soprattutto, i para ginocchia, mi hanno tenuto al caldo e all’asciutto anche nelle peggiori condizioni.
Vi terremo aggiornati sui nostri progressi ogni paio di mesi, sperando di condividere con voi tutti i dettagli e l’entusiasmo nello sviluppo del nostro nuovo film. A tutti l’augurio di un magnifico anno nuovo!
- Gaurav Jani

Novità nel campo della lotta all'AIDS.

Aids: arriva la “pillola del giorno prima”, previene l’infezione nell’uomo

Una "pillola del giorno prima" per prevenire l'infezione da virus Hiv negli uomini. La pillola - da prendere una volta al giorno - è stata testata con uno studio internazionale condotto in sei paesi ed i cui risultati sono stati pubblicati sulla rivista The New England Journal of Medicine. Lo studio ha dimostrato un minore rischio del 70% di contrarre l'infezione nel campione di uomini cui il farmaco è stato somministrato quotidianamente. "Si tratta - ha commentato il direttore del Dipartimento del farmaco dell'Istituto Superiore di Sanità, Stefano Vella - di uno studio molto importante, che rappresenta un passo avanti nella lotta a questa malattia". Altro discorso è l'applicazione pratica che un simile farmaco potrebbe avere: "Potrebbe essere destinato alla popolazione a più alto rischio di contagio - ha detto Vella - ma non si può pensare ad un suo utilizzo generalizzato".La nuova pillola è la combinazione di due farmaci (emtricitabina e tenofovir) che hanno la funzione di interferire con l'abilità del virus Hiv di replicarsi nelle cellule. La combinazione dei due farmaci antiretrovirali assunta oralmente, rileva lo studio, ha ridotto del 44% il tasso di infezione da virus Hiv nel campione di uomini omosessuali considerati nello studio. Inoltre, nel campione cui la pillola é stata somministrata ogni giorno la riduzione del rischio di contrarre l'infezione ha raggiunto il 70%.La ricerca è stata condotta nel periodo luglio 2007-dicembre 2009 da 11 centri in sei Paesi (Sudafrica, Tailandia, Peru, Brasile, Stati Uniti, America latina). La pillola rappresenta un approccio di 'profilassi da pre-esposizione', e già suscita vari dubbi dal punto di vista etico: ad esempio, alcuni esperti si chiedono se la possibilità di ricorrere ad una pillola 'preventiva' non rischi di incoraggiare comportamenti sessuali pericolosi. Un simile approccio, ha ricordato Vella, "é stato già utilizzato nel caso della Sifilide, con la penicillina somministrata in via preventiva". Nel caso dell'Aids, ha aggiunto, "si è dimostrato che la combinazione di farmaci data in via preventiva funziona, riducendo di molto la percentuale di contagio rispetto al gruppo cui era somministrato un farmaco placebo. Tuttavia - ha concluso Vella - non è ipotizzabile per questo nuovo farmaco un utilizzo generalizzato, mentre credo che la sua applicazione vada indirizzata alle fasce di popolazione maggiormente a rischio".
Fonte: Tiscali

Here comes the sun. The Beatles



Here comes the sun, here comes the sun,
and I say it's all right

Little darling, it's been a long cold lonely winter
Little darling, it feels like years since it's been here
Here comes the sun, here comes the sun
and I say it's all right

Little darling, the smiles returning to the faces
Little darling, it seems like years since it's been here
Here comes the sun, here comes the sun
and I say it's all right

Sun, sun, sun, here it comes...
Sun, sun, sun, here it comes...
Sun, sun, sun, here it comes...
Sun, sun, sun, here it comes...
Sun, sun, sun, here it comes...

Little darling, I feel that ice is slowly melting
Little darling, it seems like years since it's been clear
Here comes the sun, here comes the sun,
and I say it's all right
It's all right

Incredibile!!

Stanno finalmente asfaltando le principali arterie cittadine!!
Speriamo facciano un buon lavoro

Nella sede dell'Istituto salesiano Don Bosco. Nasce a Modica la pallavolo maschile PGS Orsa-Caffè del corso

Modica - Presentata ufficialmente nella sede dell’Istituto Salesiani Don Bosco di Modica, la squadra di pallavolo maschile PGS Orsa-Caffè del Corso. Il progetto è nato da una comune idea di Daniele Spadola e dal sogno di alcuni giovani appassionati di pallavolo che, insieme, sono riusciti a dar vita ad una squadra ed a iscriverla alla serie D del campionato italiano di pallavolo. Non solo sportive ma anche sociali le finalità che muovono l’operato della squadra. La voglia di fare sport con la passione di stare insieme in modo sano, questo l’obiettivo della squadra. Si tratta di una grande scommessa che diventa finalmente realtà.

font:http://www.ilgiornalediragusa.it/notizie/sport/25247-nasce-a-modica-la-pallavolo--maschile-pgs-orsa-caffe-del-corso.html

A.S.D P.G.S "Stelle Azzurre" dal 1984: Le Stelle Azzurre brillano in campo: vittoria alla...


A.S.D P.G.S "Stelle Azzurre" dal 1984: Le Stelle Azzurre brillano in campo: vittoria alla...: "Si è conclusa con un 3-1 a favore della A.S.D - P.G.S STELLE AZZURRE la partita dell'Amicizia organizzata dalle Società Sportive PGS di Piaz..."

SOCIETA' .Tutto sulle spalle della donna il carico di lavoro in famiglia

Secondo l'Istata persiste una forte discrepanza nella divisione del carico di lavoro familiare tra i partner. L'asimmetria è trasversale a tutto il Paese, anche se nel Nord raggiunge livelli più bassi

ROMA - La terza e ultima giornata della Conferenza nazionale sulla famiglia, a Milano, si apre nel segno della disuguaglianza di genere. L'Istat, infatti, pubblica una serie di dati secondo cui nel 2008-2009 il 76,2% del lavoro familiare delle coppie è ancora a carico delle donne, valore di poco più basso di quello registrato nel 2002-2003 (77,6%). Persiste dunque una forte discrepanaza nella divisione del carico di lavoro familiare tra i partner.
L'asimmetria nella divisione del lavoro familiare è trasversale a tutto il Paese, anche se nel Nord raggiunge sempre livelli più bassi. Le differenze territoriali sono più marcate nelle coppie in cui lei non lavora. L'indice assume valori inferiori al 70% solo nelle coppie settentrionali in cui lei lavora e non ci sono figli, e nelle coppie in cui la donna è una lavoratrice laureata (67,6%). Rispetto a sei anni prima, l'asimmetria rimane stabile nelle coppie in cui la donna non lavora (83,2%). Cala, invece, di due punti percentuali nelle coppie con donna occupata, passando dal 73,4% del 2002-2003 al 71,4% del 2008-2009. Una diminuzione, questa, che riguarda sostanzialmente le coppie con figli: in presenza di due o più figli l'indice passa, infatti, dal 75% al 72,2%.
Meno tempo libero. Uomini e donne in coppia, con figli o senza, hanno rinunciato negli ultimi anni a molto tempo libero. Secondo l'Istat il tempo dedicato al lavoro retribuito cresce tra le madri occupate di 17', esattamente quanto cala il lavoro domestico. La riduzione del tempo di lavoro familiare non si traduce, dunque, in un incremento del tempo libero, ne' di quello fisiologico, che restano sugli stessi livelli del 2002-2003. Anche tra le donne occupate senza figli emerge qualche cambiamento, per lo piu' di segno negativo, il tempo libero diminuisce di 19' a fronte di una forte crescita del tempo per gli spostamenti, mentre per le donne non occupate non si registrano variazioni di rilievo. Per quanto riguarda gli uomini, tra quanti vivono in coppia senza figli si registra un aumento di 35' del tempo per il lavoro retribuito (da 5ore e 44' del 2002-2003 a 6 ore e 19' del 2008-2009). Per gli uomini in coppia con figli non ci sono differenze significative nel tempo dedicato al lavoro. E' generalizzata, invece, la tendenza ad una ulteriore diminuzione del tempo libero rispetto a quella gia' rilevata tra il 1988-1989 e il 2002-2003. Questo calo riguarda tutti gli uomini in coppia (-10'), ma e' piu' marcato (-21') tra i partner in coppia senza figli, a causa del maggiore investimento nel lavoro retribuito appena descritto.
Donne in cucina. Oltre 9 donne su 10 sono ancora 'relegate' in cucina. Scendendo nel dettaglio delle attività che compongono il lavoro domestico, si nota che l'impegno di tutte le tipologie di donne analizzate spazia indifferentemente tra tutti i tipi di attività: dalla preparazione dei pasti, alla pulizia della casa e della biancheria, sebbene, come già visto per il lavoro domestico nel complesso, le occupate in un giorno medio dedichino meno tempo e siano meno impegnate delle non occupate in tutte queste attività. Le donne, infatti, non possono esimersi dal cucinare: in un giorno medio tali attività sono svolte dal 90,5% delle occupate e dal 97,8% delle non occupate. Anche le attività di pulizia della casa impegnano l'82,7% delle occupate, per arrivare a quote del 94,8% tra le non occupate. Le attività di apparecchiare/sparecchiare e lavare i piatti sono svolte dal 66,3% delle occupate e dal 76,5% delle non occupate. Il 35,7% delle occupate in un giorno medio lava o stira, quota che sale al 49,2% per le non occupate. Infine, rispettivamente il 44,4% delle occupate e il 66,2% delle non occupate acquista beni e servizi. Gli uomini sono più selettivi nel tipo di contributo che forniscono: in un giorno medio della settimana tra i partner di donne occupate il 41,7% cucina , il 31,4% partecipa alle pulizie della casa, il 29,9% fa la spesa, il 26,6% apparecchia e riordina la cucina, mentre quasi nessuno lava e stira i panni. Tra gli uomini che hanno una partner che non lavora, tutte le frequenze di partecipazione si dimezzano, ad eccezione degli acquisti (27,2%).

font:http://www.repubblica.it/cronaca/2010/11/10/news/istat_donne_famiglia-8944932/

Il coraggio del gatto: mette in fuga gli alligatori

Louisiana, il felino sfida un rettile e lo convince a tornare in acqua. L'alligatore chiama rinforzi e torna alla carica con un compagno ma l'indomito gatto non si arrende e costringe entrambi gli alligatori alla fuga. La scena, ripresa dai visitatori di un parco naturale dove è possibile vedere molti animali allo stato selvaggio, è diventata subito un cult

font:http://tv.repubblica.it/copertina/il-coraggio-del-gatto-mette-in-fuga-gli-alligatori/56574?video


IL PERSONAGGIO : 'World Peace Award' I Nobel premiano Baggio

"E' meglio del Pallone d'Oro, lo dividerò con il mio Veneto colpito dall'alluvione". L'ex calciatore azzurro ha ottenuto il prestigioso riconoscimento per i suoi contributi alle organizzazioni di beneficenza in tutto il mondo, per il suo impegno per la libertà del premio Nobel birmano Aung San Suu Kyi. Il commento di Walter Veltroni
ROMA - Importante riconoscimento per Roberto Baggio. L'ex calciatore azzurro ha infatti ottenuto il "World Peace Award 2010", il premio che ogni anno viene assegnato da tutti i Nobel per la pace alla personalità che più si è impegnata verso i più bisognosi. Baggio, 43 anni, oggi presidente del settore tecnico della Federcalcio, sarà premiato domenica ad Hiroshima, in Giappone. L'ex calciatore è stato scelto per i suoi contributi alle organizzazioni di beneficenza in tutto il mondo, oltre ai finanziamenti agli ospedali, per il terremoto di Haiti, per il suo impegno per la libertà del premio Nobel birmano Aung San Suu Kyi e altre battaglie di solidarietà e per la difesa dei diritti umani. Nell'albo d'oro del premio compaiono personalità i musicisti inglesi Peter Gabriel e Bono Vox, e attori italiani e stranieri come George Clooney e Roberto Benigni. "Un grande sistema di valori". E' l'espressione usata da Walter Veltroni, l'ex sindaco di Roma che istituì il premio. "Il riconoscimento a Baggio premia il suo impegno nei confronti dei diritti umani, alimentato evidentemente anche da una sensibilità e un'attitudine alla spiritualità religiosa, che gli ha permesso di costruire delle speciali relazioni fra sé e gli altri". "Meglio del pallone d'oro".Un riconoscimento che per Baggio è ''meglio del Pallone d'Oro" e che ''al cui confronto è risibile ogni altro successo personale e professionale". L'ex campione ha annunciato che divederà il premio ''con tutta la brava gente della mia terra ferita a morte dall'alluvione. Parto per il Giappone con il cuore in tormento".

font:http://www.repubblica.it/sport/calcio/2010/11/09/news/world_peace_award_baggio-8908992/

PGS MODICA. Si concretizzano gli obiettivi della PGS-Caffè del Corso di volley

scritto il 7 nov 2010 nella categoria: Sport
Gli ideali e gli obiettivi si stanno materializzando nella PGS -Caffè del Corso di volley maschile. “Il sistema Preventivo nell’educazione della gioventù” era l’idea che Don Bosco aveva per gli oratori Salesiani e questa è la vocazione della squadra di Pallavolo “PGS – Caffè del Corso” di Modica. Un progetto nato da una comune idea del laico – salesiano Daniele Spadola e dal sogno di alcuni giovani appassionati di pallavolo che, insieme, son riusciti a costruire una squadra ed a iscriverla alla serie D del campionato italiano di pallavolo. La vocazione è assolutamente “Salesiana” in quanto le finalità che muovono l’operato della squadra non sono solo sportive ma anche sociali. La squadra (che non percepisce stipendi anzi, con passione, spesso è costretta ad autotassarsi) ha in un grande appassionato di pallavolo, Giorgio Scavino, il suo Presidente e nel “Caffè del Corso” lo sponsor tecnico. Gli obiettivi già raggiunti sono diversi: Il primo che i componenti della squadra hanno, con la propria voglia di fare e le proprie professionalità, ulteriormente resa fruibile la “struttura geotetica” di Modica alta completando, così, un progetto già avviato dai Salesiani; oltretutto adoperandosi in diversi lavori di ristrutturazione e di consolidamento, donandola, così, alla cittadinanza del quartiere storico di Modica. Altro importante risultato è stato quello di avvicinare tanti ragazzi a questo sport ed all’ideale della cultura sportiva, aiutando così la continua azione dell’Oratorio Salesiano di Modica alta. Il terzo risultato, quello strettamente sportivo ha visto ieri, in una palestra gremita fra gli altri di residenti del quartiere, appassionati di pallavolo e della squadra giovanile femminile dell’Orsa Modica, la vittoria per 3 a 0 (la prima partita era stata giocata e vinta, sempre per 3 a 0, a Comiso) della “PGS – Caffè del Corso” agli ordini del mister Carmelo Micieli, contro la formazione del Giarratana, nella seconda giornata della “Coppa Trinacria”.

font http://www.radiortm.it/2010/11/07/modica-si-concretizzano-gli-obiettivi-della-pgs-caffe-del-corso-di-volley/

L'aereo di carta venuto dallo spazio

E' il lancio che ogni ragazzino con un aeroplanino di carta tra le mani sogna: fino allo spazio e ritorno. L'ha realizzato un gruppo di dilettanti appassionati di astronautica, legando un piccolo velivolo a un pallone aerostatico. In questo modo, l'aereo di carta ha raggiunto i 27 chilometri di altezza. Quando il pallone è esploso, l'aeroplanino è planato fino a terra, fotografando e registrando sia la salita che la discesa

Pgs Auxilium: esordio casalingo con vittoria in Coppa Trinacria

Tra le mura amiche della Palestra di S. Agata la squadra del tecnico Romeo supera la Sport 1 per 3 a 0 nella seconda giornata della Coppa.
Seconda uscita stagionale ufficiale e secondo successo per la Pgs Auxilium S.Agata di pallavolo femminile. All'esordio casalingo in una palestra del Liceo Scientifico piuttosto gremita, l'Auxilium ha piegato per 3 a 0 la coriacea resistenza delle messinesi dell'Asd Sport 1 nella seconda giornata di Coppa Trinacria, prologo al campionato di serie D. Dopo l'ottimo avvio in trasferta di sette giorni prima a Messina, la formazione del tecnico Romeo si ripete al termine di una gara comunque abbastanza accesa e combattuta. Le emozioni maggiori arrivano nel primo set. Le santagatesi partono bene poi subiscono il ritorno delle ospiti che si procurano un paio di opportunità per chiudere il set. Nei momenti decisivi però le padroni di casa non sbagliano un colpo e si aggiudicano il parziale per 30 a 28. Nel secondo set la squadra di casa parte molto bene e gestisce il vantaggio con sicurezza nonostante qualche errore di troppo al servizio. In attacco le bande Foraci e Foresto, insieme all'opposto Mazzurco, fanno la differenza e nonostante la tenacia della Sport 1 il set lo porta a casa l'Auxilium con il punteggio di 25-19.
Nella terza partita il copione si ribalta. La Sport 1 parte meglio ma non soffre la pressione al servizio delle locali che trovano le rotazioni giuste per scavare il solco decisivo a metà parziale. Nel finale le ragazze di Bernava hanno una reazione e ricuciono lo strappo ma l'Auxilium chiude tra gli applausi dei tifosi sul definitivo 25 a 21. Il secondo successo consecutivo rappresenta un'ulteriore spinta d'entusiasmo per il team allenato da Giuseppe Romeo in vista dell'avvio del campionato di serie D, previsto per il 21 Novembre. Domenica prossima, 14 Novembre, per il terzo ed ultimo turno di Coppa Trinacria, si replica ancora alla palestra del Liceo Scientifico alle 18.30. Ospiti saranno le messinesi del Tremonti, che contenderanno alle locali il primo posto nel gironcino di coppa.

PGS AUXILIUM S. AGATA MILITELLO -ASD SPORT 1 3-0

PGS AUXILIUM S.AGATA: Mazzurco, Catalfamo, Trassari Serena, Palladino, Consolo, Foraci Valeria, Foresto, Foraci Veronica, Sidoti, Daidone, Ferroloro (lib), Trassari Sofia (lib). All: Romeo
ASD SPORT 1: Barbaro, Bartolotta, Bombaci, Catano, Chille', Chirico, Comunale, Fiumara, Gianporcaro Anna, Gianporcaro Laura, Lanzafame, Maimone, Milone, Nastro, Siniscalchi, Piccolo, Scotto,Trovato. All: Bernava
ARBITRO: Bonannella di Messina

Nelle foto in alto la rosa della squadra Pgs Auxilium S.Agata Militello

font:http://messinasportiva.it/news.php?id=15403&dove=a

Mezza settimana con Dio nasce il seminario a ore

Preghiere, studio e calcetto il nuovo seminarista è part time. Appartamenti per meditare e servire il prossimo, non più mini fabbriche di preti e suore. L'ultima idea è la canonica dove i giovani vivono assieme per tre mesi all'anno. I ragazzi fanno vita di comunità solo tre giorni la settimana poi tornano a casa di JENNER MELETTI

VIGEVANO - Una lapide, nel lungo corridoio, ricorda che il canonico Antonio Annovazzi, vice rettore del seminario, era "dilectus Deo et hominibus". Busti di monsignori e statue della Madonna. Poi all'improvviso sulle antiche porte appaiono nomi scritti con i pennarelli e fogli con disegni coloratissimi. "Vengono qui i ragazzi del seminario a tempo".Arrivano il mercoledì e restano fino al venerdì. Studiano, pregano, giocano, come si fa in tutti i seminari. Certo, non siamo molti. Anche mettendo assieme i grandi della teologia con quelli del minore non riusciamo a organizzare due squadre di calcio". È un entusiasta, don Luca Pedroli, 40 anni, rettore del seminario di Vigevano dove c'è anche la "comunità a tempo", vale a dire il seminario part time.
"I ragazzi che vengono qui sono seminaristi ma anche ragazzi come gli altri, che vanno alla scuola pubblica, hanno amici e amiche... Non è facile spiegare. Non ci sarebbero problemi, a tornare il seminario di un tempo. Abbiamo tante camere, le aule, le biblioteche, una chiesa e una cappella... Adesso c'è pure la palestra. Ma non vogliamo il seminario di una volta, chiuso all'esterno, con i ragazzini che già in prima media - vede questa fotografia degli anni Trenta? - erano vestiti da preti. Un'istituzione chiusa è pericolosa. Vogliamo che i ragazzi provino una vita di comunità solo tre giorni la settimana e poi tornino a casa loro. Così, con calma, potranno pensare al loro futuro".
Il seminario a metà tempo è una delle risposte alla crisi di vocazioni, non certo aiutata dalle accuse di pedofilia che hanno superato anche le vecchie mura dei seminari. "Gli scandali - dice don Luca Pedroli - ci hanno fatto molto male. Ma bisogna ricordare che i fatti denunciati risalgono quasi tutti a vent'anni fa e già allora tanti vescovi avevano deciso di chiudere il seminario minore. Per abolire i luoghi chiusi, si disse, e anche per dare un ruolo primario alla famiglia. In questi ultimi tempi siamo stati quasi costretti a riaprire queste "comunità a tempo" perché, purtroppo, ci sono troppe famiglie che hanno rinunciato al dovere dell'educazione dei loro figli".
I ruoli sono sempre gli stessi, nel nuovo seminario. Ma nemmeno il rettore è a tempo pieno. Insegna Sacra scrittura ed è anche parroco, il vice rettore è cappellano delle carceri. Risotto, trota e patate in un refettorio diventato troppo grande. Il seminario part time di Vigevano sembra un bambino vestito con gli abiti di un gigante.
"Prendiamo atto della nuova realtà. Le vocazioni sono poche ma forse è un bene. Meglio un prete buono invece di dieci che diano il brutto esempio. Noi abbiamo compreso i nostri limiti. A seguire i nostri ragazzini c'è infatti anche una psicologa per l'accompagnamento umano in quella che resta un'età delicatissima".
Sono ancora 64, i seminari minori sparsi nelle diocesi italiane. Quest'anno è stato chiuso quello di Anagni che era il più importante nel sud del Lazio. Quello di Brescia - lì tre anni fa era stato arrestato il vice rettore, per pedofilia su un quattordicenne - è stato trasferito in una nuova sede, e non accetterà più i ragazzi delle medie inferiori. Il seminario part time (il primo esperimento è iniziato più di dieci anni fa, quasi di nascosto, nella diocesi di Crema) ora è copiato da altri rettori, soprattutto nel nord Italia. L'ultima idea è quella del "seminario sottocasa", che prenderà vita prima di Natale a Como. In ogni Unità pastorale - l'unione di sei, otto, dieci parrocchie - verrà trovata una casa (o canonica) dove i giovani possano ricercare la loro vocazione restando però nel loro paese. "Anche a Brescia - dice don Alessandro Tuccinardi, responsabile dell'Ufficio vocazioni - stiamo preparando due appartamenti, uno per i ragazzi e l'altro per le ragazze, perché possano vivere in comunità per tre mesi, per meditare e servire il prossimo come volontari. Non puntiamo a creare una mini fabbrica di preti o suore: diamo a loro uno spazio perché cerchino di trovare la loro vocazione". I dati ufficiali sui nuovi ingressi nei seminari saranno annunciati solo a febbraio, ma sembra che non ci sia stato un altro crollo, anche perché da anni i numeri sono esigui. "Quasi tutti i giovani - dice don Nico Dal Molin, direttore del Centro nazionale vocazioni della Cei - entrano in seminario dopo la laurea, o almeno dopo il diploma".
Nel più grande seminario del Sud, al regionale di Molfetta, i seminaristi sono 193, contro i 200 dell'anno scorso. "Ma abbiamo 38 giovani al propedeutico, l'anno che precede l'ingresso vero e proprio, contro i 20 dell'anno scorso". A Venegono, il grande seminario della diocesi milanese, i seminaristi sono 160, contro i 128 del 2005 e i 612 del 1980. "Certo, quando nel 1958 sono entrato io - ricorda il rettore, don Giuseppe Maffi - solo nelle prime medie eravamo in 127, e mille in tutto il seminario. Dal 2002 non abbiamo nessuna domanda per il minore".
"Non solo la Chiesa - dice Luca Diotallevi, docente di sociologia a Roma 3, autore dell'ultima ricerca sui seminari - è in difficoltà quando cerca di avvicinare i giovani. Questo anche per questioni demografiche. Nel 1963, quando i seminari erano ancora pieni, nacquero 1.400.000 bambini. L'anno scorso ne sono nati 450.000, stranieri compresi. Anche l'Esercito, ad esempio, ha dovuto abolire la leva e ora è alla ricerca di forme sempre nuove per agganciare i giovani. Nella Chiesa vedo un rinnovamento ormai diffuso. E tutta la fantasia pastorale è all'opera per pescare nella tradizione della Chiesa - come dice il Vangelo di Matteo - "cose antiche e cose nuove"".

font:http://www.repubblica.it/cronaca/2010/11/09/news/dio_a_ore-8903614/

Prima amichevole per le PGS Piazzesi

Orso Polare e Koala - Il Vecchio - Le Orme

... L'Amica Elcy Mi ha inviato una mail... ed io ne ho fatto un video... Quando capiremo che la Terra è di tutti?... C'è un vecchio detto "Pellerossa" che dice: "Quando l'uomo bianco cominciò a recintare il primo luogo... lo tolse a tutti gli altri!"... Sì... la Terra è di tutti!... ma... continuiamo a recintare e... a creare luoghi comuni sulla pericolosità degli animali... per ucciderli e... appropriarci dei LORO territori... Ciao... tiziano...
... Il filmato finale è di proprietà BBC Motion Gallery (MVR) ...

I gavettoni d'arte di Edward

Il creativo londinese Edward Horsford riesce nell'impresa di trasformare un semplice gavettone in una magica fotografia. Con la sua fotocamera Horsford cattura il momento esatto in cui il palloncino d'acqua scoppia: l'immagine che ne deriva è quella di una effervescente bolla d'acqua scartata dal suo involucro di plastica colorato. Come ci riesce? "La macchinetta fotografica - ha dichiarato Horsford - è davvero l'ultima cosa che conta per quanto riguarda questi scatti. Quello che è importante, sul serio, è il tempo di reazione del flash: se riesce ad attivarsi in uno o due secondi (il tempo di esposizione fissato) allora ottengo la foto che volevo" A cura di Pier Luigi Pisa

font: http://www.repubblica.it/spettacoli-e-cultura/2010/11/10/foto/i_gavettoni_d_arte_di_edward-8955180/1/

BUNGA BUNGA ELIO E LE STORIE TESE

Troppo forte!

MASCHI CONTRO FEMMINE

Walter e Monica sono una giovane coppia alle prese con il primo figlio. Come molti nella loro situazione, hanno completamente sospeso le loro interazioni sessuali. Gli amici di Walter lo incoraggiano a sfogare gli istinti con un'avventura disimpegnata.
Chiara e Diego sono due vicini di casa. Un giorno il destino li porta a un incontro più ravvicinato. Marta e Andrea sono due migliori amici che condividono uno sgangherato appartamento. Marta è lesbica, Andrea è etero, entrambi sono appena stati lasciati sotto lo sguardo divertito del terzo inquilino, il sarcastico Ivan. Ma la depressione dura ben poco, perché entrambi si innamorano di nuovo. Dopo un giro di equivoci scoprono di essersi innamorati della stessa ragazza, Francesca. La madre di Andrea, Nicoletta, è una ex-bella donna in crisi di mezza età. Dopo aver scoperto che il marito la tradiva con una giovane cubana, lo sbatte fuori di casa e cade in uno stato catatonico. La sua collega Paola sembra aver risolto i suoi problemi con la chirurgia plastica: quasi cinquant'anni, vanta ancora una vita sociale spumeggiante e densa di avventure.
Ecco il Trailer

Domenica prossima verrà Benedetta la statua della Madonnina degli atleti alla Bellia danneggiata qualche settimana fa


Nel mese di Settembre veniva data la notizia che la Madonnina degli atleti che era posta lungo il percorso del bosco “Bellia” era stata bruciata o che qualche cero aveva innescato il danneggiamento della statuetta.
tutte le notizie su http://www.pgsstelleazzurre.blogspot.com/

Federica e Luca Ferrigno le speranze del ballo latino americano e del liscio

Federica e Luca Ferrigno campioni piazzesi di gara di ballo sia nel settore della danza Latino Americana sia nel Liscio unificato. per sapere di più visita il blog www.pgsstelleazzurre.blogspot.com

CONTROCLASSIFICA

La redazione di MSN ha creato una controclassifica, ovvero una classifica parallela a quella ufficiale della Serie A, ottenuta tenendo conto degli errori arbitrali.
Attraverso i sondaggi è possibile contribuire alla stesura di questa curiosa classifica.
Cliccate su questo link per scoprirne di più http://direttaweb.it.msn.com/Controclassifica.html

I legami affettivi

Non lanciatevi alla leggera in avventure amorose, perché la potenza dei legami affettivi è terribile; e il giorno in cui vi sarete bruciati per bene le ali, accuserete l'amore, causa di tutte le vostre disgrazie. Eh no! È soltanto l'ignoranza riguardo all'amore a portare le disgrazie, non l'amore stesso.
L'amore, infatti, è Dio. Dunque, per vivere armoniosamente l'amore, dobbiamo innanzitutto amare Dio e impregnarci delle Sue vibrazioni; in seguito, possiamo permetterci di amare le creature senza alcun pericolo.
Chi è legato alla Sorgente può distribuire la propria acqua, perché essa si rinnova in lui incessantemente; ma se interrompe quel legame, ben presto egli diventa un deserto, perché le sue riserve non sono eterne. Vi dò un'altra immagine: quando qualcuno vuole trarre in salvo una persona che sta annegando, fa in modo che questa si aggrappi alle sue gambe e non alle sue braccia, altrimenti perirebbero entrambi. Se date tutto il vostro amore agli esseri umani, vi perderete con loro. Lasciate dunque le vostre gambe agli umani, e conservate le vostre braccia per il Signore. "

Omraam Mikhaël Aïvanhov (1900-1986)

LIBRI: www.macrolibrarsi.it/autori/_omraam_mikhael_aivanhov.php?pn=165

font:http://blog.chatta.it/menphis75/Luglio/2007/90.aspx

Il Perdono, secondo Jodorowsky

Cosa significa benedire?
Quante volte abbiamo chiesto una be­nedizione e quante volte l'abbiamo data?Una volta una donna mi espose un problema che non potevo risolvere, una storia di processi e vendita di una casa. Piangeva, e io le dissi: «Come vuoi che faccia a risolverti questo problema? Non posso fare niente per te, ma adesso tu, io e tutte le persone che sono qui pregheremo affinché il tuo Dio interiore, il mio e quello di ognuno di noi ti benedicano». Proprio in questo consiste la benedizione: nel pregare per l'altro.
La donna pianse a lungo, ma dopo si sentì molto meglio. In fondo desiderava soltanto un rapporto umano, aveva bisogno di qualcuno che le dicesse: «Ti aiuterò». Tutto qui. Per me, la benedizione è riconoscere quello che non siamo capaci di fare, ed è anche pregare per l'altro davanti a lui.
Una volta che siamo in pace con noi stessi, che smettiamo di criticarci e prendiamo coscienza di tutti i nostri errori, decisi a non ripeterli, una volta che abbiamo stabilito che se avremo un problema lo risolveremo in piena coscienza, allora siamo perdonati. Non possiamo vivere tutta la vita nella colpevolezza, anche se abbiamo commesso le peggiori azioni: dobbiamo assolverci. In tal modo ne diventiamo consapevoli; infatti, se ci sentiamo colpevoli di qualcosa è solo perché abbiamo acquisito coscienza: una perso­na che non lo ha fatto, non vorrà mai assolversi. Una volta che ci siamo accordati l'assoluzione, possiamo assol­vere l'altro e dirgli francamente: «Ti perdono», anche se in realtà non siamo noi a perdonare.
Dandoci un'assoluzione personale, il nostro Dio interiore ci concede la gioia di prendere coscienza: con questa riceviamo la colpevolezza dell'altro e lo perdoniamo, per­ché, se siamo stati capaci di perdonare noi stessi, allora possiamo davvero perdonare anche gli altri. Questo è tutto: non occorre altro per assolvere gli altri. È molto positivo che una persona ci dica: «Ti perdono».
Una volta ero con un amico di nome Pierre e con un pover'uomo che si portava addosso un enorme senso di colpa da non so quanti anni. Gli dissi: «Soffri molto perché ti stai incolpando, ma io ti perdono». Affermai che lo perdonavo e domandai a Pierre se anch'egli poteva perdonarlo, e Pierre lo fece. L'uomo si mise a balbet­tare e a ringraziarci mentre piangeva come una fontana. E piange­va di sollievo, perché lo avevamo perdonato. L'atto così semplice del perdono!
Quando siamo capaci di assolvere, perdonare e benedire, rag­giungiamo la pace interiore. Per questo non occorre essere curatori o stregoni, né possedere grandi poteri o cose del genere.Tuttavia, non possiamo perdonare a caso. È necessario conoscere il massimo di dettagli sulla colpa prima di perdonarla; è indispen­sabile che la persona confessi completamente.
Subito, le facciamo comprendere che non ha commesso la colpa da sola ma insieme a qualcuno, cioè in seno a una famiglia e all'umanità. Arriviamo, dunque, alla conclusione che siamo altrettanto colpevoli della per­sona che ci racconta la sua colpa."

font:http://blog.chatta.it/menphis75/7977956/Il-Perdono-secondo-Jodorowsky.aspx

Riflessioni positive: aspettare gli eventi, la ricchezza e la felicità

Ecco un breve testo da leggere quando le cose non vanno bene e/o una email da inviare agli amici per farli stare meglio e dimostrargli la nostra amicizia

Siamo convinti che la nostra vita sarà migliore quando saremo sposati, quando avremo un primo figlio o un secondo. Poi ci sentiamo frustrati perché i nostri figli sono troppo piccoli per questo o per quello e pensiamo che le cose andranno meglio quando saranno cresciuti. In seguito siamo esasperati per il loro comportamento da adolescenti. Siamo convinti che saremo più felici quando avranno superato quest’età. Pensiamo di sentirci meglio quando il nostro partner avrà risolto i suoi problemi, quando cambieremo l’auto, quando faremo delle vacanze meravigliose, quando non saremo più costretti a lavorare. Ma se non cominciamo una vita piena e felice ora, quando lo faremo? Dovremo sempre affrontare delle difficoltà di qualsiasi genere. Tanto vale accettare questa realtà e decidere d’essere felici, qualunque cosa accada. Alfred Souza dice:
Per tanto tempo ha avuto la sensazione che la mia vita sarebbe presto cominciata, la vera vita! Ma c’erano sempre ostacoli da superare strada facendo, qualcosa d’irrisolto, un affare che richiedeva ancora tempo, dei debiti che non erano stati ancora regolati. In seguito la vita sarebbe cominciata. Finalmente ho capito che questi ostacoli erano la vita”. Questo modo di percepire le cose ci aiuta a capire che non c’é un mezzo per essere felici ma la felicita è il mezzo. Di conseguenza, gustate ogni istante della vostra vita, e gustatelo ancora di più perché lo potete dividere con una persona cara, una persona molto cara per passare insieme dei momenti preziosi della vita, e ricordate vi che il tempo non aspetta nessuno. Allora smettete di aspettare di finire la scuola, di tornare a scuola, di vederli andare via di casa. Smettete di aspettare di cominciare a lavorare, di andare in pensione, di sposarvi, di divorziare. Smettete di aspettare il venerdì sera, la domenica mattina, di avere una nuova macchina o una casa nuova. Smettete di aspettare la primavera, l’estate, l’autunno o l’inverno. Smettete di aspettare di lasciare questa vita, di rinascere nuovamente, e decidete che non c’è momento migliore per essere felici che il momento presente. La felicita e le gioie della vita non sono delle mete ma un viaggio. Un pensiero per oggi: Lavorate, come se non aveste bisogno di soldi; Amate, come se non doveste soffrire; Ballate, come se nessuno vi guardasse. La cosa importante nella vita va oltre il vincere per se stessi. La cosa importante in questa vita è aiutare gli altri a vincere, anche se comporta rallentare e cambiare la nostra corsa. Se invii questa mail, magari riusciamo a cambiare il nostro cuore e quello di qualcun altro…
“Una candela non ci perde niente nell’accendere un’altra candela”.

font: http://www.magnaromagna.it/lezionidivita/domani-andra-meglio/

Mia Martini - Gli uomini non cambiano

Mia Martini a Sanremo 1992

Rifiuti: il limone mutante

Guardando la foto ed annusandolo da vicino, difficilmente si può pensare che quello possa essere un frutto colto da un albero di limoni. Eppure, così è. Si tratta di un vero e proprio "aborto di limone", la cui foto ormai sta facendo il giro del web grazie a Facebook. L'agrume, che non ha più né colore, né forma, né odore di limone, è stato raccolto in un frutteto di Terzigno, a poche decine di metri dalla discarica Sari. In queste ore e nelle mani di un biologo universitario, che lo sta analizzando per capire le ragioni per le quali si è trasformato in un mostro. Secondo i membri dei movimenti anti-discarica, il "mostro" non è altro che "la prova inconfutabile e terribile della natura che si ribella, che non accetta compromessi, non si fa comprare dal vile denaro, cerca di sopravvivere al suo nemico, l'uomo". Ma per il momento si sa solo che questo strano esemplare di limone deforme e bitorzoluto è finito al centro di un convegno organizzato nella sala Consiliare di Terzigno, alla presenza dell'Associazione Medici per l'Ambiente, che ha discusso delle malattie da inquinamento.(Dario Sautto)

font:http://napoli.repubblica.it/cronaca/2010/11/04/foto/rifiuti_il_limone_mutante_-8746209/1/

Anna Oxa-Ivano Fossati "Tutto l'amore intorno" 2010

Vengo verso di te, un destino naturale... Ti ricordi di me? Credo che si... Boulevard des Italiennes... Quella musica improvvisa, vedi? Non piove più... è per noi... è per noi... E' per noi che una strada si chiude, mentre un'altra nel mondo lontano si perde, dove gli uomini confondono gli uomini, parlandosi lingue diverse... e quest'unione di musica e pioggia da cui mi lascio bagnare, se fossi lo spirito di questa terra, se fossi lo spirito di questa pioggia, lo saprei spiegare... Dall'orizzonte della strada per prima cosa vedo te, dietro la folla, sei sorpreso per le parole che non hai... Tutti hanno fretta e vie di fuga, mi vieni incontro e sei sperduto, in una lacrima sola stai... dentro una lacrima... Saranno tuoi questi giorni di vento, queste limpide gocce tremanti, mille volte cadute dal cielo nei mattini d'inverno... e ora è tuo questo insieme di musica e amore dal quale ci faremo scaldare... Se fossi lo spirito di questo vento, se fossi li spirito di questa canzone, te lo saprei spiegare... che è per noi, che è tutto per noi, qui intorno... è per noi... C'è una stanza per due in questi alberghi sui viali del mondo... Ti ricordi di me? Io credo che si... Io credo che si... Saranno tuoi questi giorni di vento, queste limpide gocce tremanti, mille volte cadute dal cielo nei mattini d'inverno... e ora è tuo questo insieme di musica e amore dal quale ci faremo scaldare... Se fossi lo spirito di questo vento, se fossi lo lo spirito di questa canzone, te lo saprei spiegare... che è per noi, che è tutto per noi, qui intorno è per noi"