Piscina, istruzioni per l’uso

L'afa e le alte temperature degli ultimi giorni hanno spinto migliaia di italiani a passare, quando possibile, qualche ora nelle tante piscine comunali e private. Un bagno rinfrescante e qualche ora passata a prendere il sole su un bel prato verde sono infatti un vero toccasana per chi, costretto magari per lavoro a restare in città, cerca di contrastare così la calura.
Per evitare però di trasformare la "gita in piscina" in qualcosa di spiacevole, esistono alcune regole che è meglio conoscere e che sono state messe a punto dall'Istituto Superiore della Sanità.

I principali "rischi di uso ricreativo dell'acqua" sono indicati espressamente dall'Organizzazione Mondiale della Sanità e riuniti in 3 tipi: i rischi fisici, causa di annegamento o di incidenti, tra cui i più frequenti sono le lesioni spinali; i rischi microbici; l'esposizione a prodotti chimici, spesso agli agenti disinfettanti della stessa piscina.

I virus, i batteri e i protozoi potenzialmente riscontrabili in piscina si dividono in 5 grandi gruppi: i virus enterici (che, come nel caso del virus dell'epatite A, si trasmettono per ingestione di materiale di origine fecale e acqua contaminata), i virus non enterici (trasmissibili per contatto con superfici infette, come il papilloma), i batteri non enterici (che vanno da quelli di origine ambientale trasmessi per inalazione, come la Legionella, a quelli per contatto con superfici infette, come i funghi, o trasmessi dai bagnanti, come gli stafilococchi), i batteri enterici (di origine fecale e trasmessi per ingestione, come la Salmonella) e i protozoi patogeni (di origine fecale e trasmessi per ingestione, come il Cryptosporidium, o per inalazione ambientale, come l'Acanthamoeba).

L'uso obbligatorio di cuffie e la buona abitudine di fare la doccia prima di entrare in piscina è importante per la salute dei nuotatori.

Certamente queste regole vanno associate a una buona igiene delle acque e a una corretta manutenzione dell'impianto sportivo. Devono però essere tenuti sotto controllo anche agenti di rischio come i trialometani (THMs), sottoprodotto che si forma quando il cloro in acqua reagisce con materia organica, come pelli, capelli, muco. Nel 2002 i ricercatori dell'Imperial University di Londra registrarono livelli di THMs nelle piscine della capitale superiori a quelli di acque di rubinetto responsabili di danni alla salute. I ricercatori indicavano che i THMs vengono ridotti dalla pulizia dei nuotatori (uso di cuffia, doccia prima di entrare in acqua).

Il cloro può nuocere alla salute? Sì, gli effetti di una concentrazione eccessiva di cloro possono provocare tossicità se inalati in modo prolungato, come nel caso dei nuotatori dediti all'agonismo, del personale delle piscine, o dei bambini, che inalano di più per l'unità del peso corporeo rispetto alle persone mature. Nelle acque iper-clorurate, si possono registrare effetti anche sull'erosione dentale dello smalto. L'assorbimento maggiore di tossine avviene tuttavia più attraverso la pelle che per inalazione. Tuttavia la sola azione respiratoria è sufficiente a causare ipersensibilità o sintomi di asma per l'esposizione prolungata agli idrocarburi clorurati, per lo più nelle piscine coperte.
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Fonte: msn.com

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